Due gattini

Quanti libri ho letto per cultura o per diletto
sul segreti dell’amor;
quanti film ho visto, voi scusatemi se insisto,
tutti parlano d’amor!
Poi ci sono i drammi medioeval,
densi di merletti e di veleni.
Oggi ho compreso finalmente da due semplici
creature che cos’è l’amor!
Due gattin, piccolin,
son vicin nel camin
e mentre la fiamma dà calore,
loro si dànno occhiate pien d’amor.
Quei gattin son sincer:
bianca è lei, lui è ner.
La pendola lancia i suoi rintocchi,
mentre la neve a fiocchi scende giù.
Chissà lui che mai dirà,
chissà lei che sognerà,
chissà. forse mai nessun saper potrà!
Due gattin, due micin,
li vicin, nel camin,
un grande segreto san svelarmi
sanno spiegarmi al fin cos’è l’amor!

Vola colomba

Dio del ciel, se fossi una colomba,
vorrei volar laggiù, dov’è il mio amor che,
inginocchiata, a San Giusto prega con l’animo mesto:
“Fa che il mio amore torni, ma torni presto!”
Vola colomba bianca vola, diglielo tu che tornerò.
dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò!
Fummo felici, uniti e ci han divisi.
Ci sorrideva il sole, il cielo e il mar,
noi lasciavamo il cantiere, lieti del nostro lavoro,
e il campanon din don ci faceva il coro.
Vola colomba bianca vola. diglielo tu che tornerò.
dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò!
Tutte le sere m’addormento triste e, nei miei sogni,
piango e invoco te pur el mi “vecio” ti sogna,
pensa alle pene sofferte.
piange e nasconde il viso tra le coperte.
Vola colomba bianca vola, diglielo tu che tornerò.
dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò!
Dio del ciel! Diglielo tu!

Il valzer di nonna Speranza

Come una voce incerta,
da lontananze ignote
giungon le lievi note
d’un vecchio pianoforte.
è il valzer di Nonna Speranza,
è un tenue motivo di danza
Mm.
del milleottocentocinquanta.
Romantico valzer leggiadro,
che ha tutto l’incanto d’un quadro,
Mm…
d’un quadro del tempo che fu.
La bianca crinolina
è un ondeggiar di trina:
Speranza sembra un fiore
in tutto il suo candor!
È il valzer di Nonna Speranza,
è un tenue motivo di danza
Mm.
del milleottocentocinquanta.
La bianca crinolina
è un ondeggiar di trina:
Speranza sembra un fiore
in tutto il suo candor!
Ma troppo è cambiata la vita,
da tempo Speranza è svanita
Mm…
la dolce Speranza d’un dì!

L’attesa

Scrivo il tuo nome nel cielo
coi raggi del sol,
dopo disegno il tuo viso
su nuvole d’or;
dolce è l’attesa d’un anno, perché
vivo sognando di te.
Voglio riveder un’altra primavera,
voglio ritrovar quel sogno d’una sera;
“Ti lascio con le rose;
ritorno con le rose,
attendimi – m’hai detto – tornerò”.
Voglio riveder un’altra primavera,
voglio ribaciar la bocca tua sincera,
è lunga quest’attesa,
ma è tanto deliziosa
che senza sospirare attenderò.
Perché,
perché tu m’hai baciato?
Quel bacio fu tutto per me.
Perché,
perché non ho fermato
quell’ora vissuta con te?
Voglio riveder un’altra primavera,
voglio ritrovar quel sogno d’una sera;
t’ho amato con le rose,
t’attendo con le rose,
ritorna e la mia vita ti darò.

La collanina

Un dono ci legava come un simbolo,
un simbolo di lunga fedeltà.
Ma forse era quel ninnolo più fragile
dei nostri sogni di felicità.
La collanina che t’ho data
in pegno di un eterno amor,
stamane a un tratto s’è spezzata
e m’ha spezzato un poco il cuor.
La collanina mia s’è infranta,
son lacrime le perle ormai.
non osi dirlo tu,
ma so che te ne andrai,
perché non mi vuoi bene più.
La bocca che baciai,
qualcuno la baciò.
e il filo che ci univa si spezzò.
È un segno del destin,
è triste, ma è così.
un sogno che in un attimo finì.
La collanina che t’ho data,
domani non la porterai;
non osi dirlo tu,
ma so che te ne andrai,
perché non mi vuoi bene più.

Libro di novelle

Lo vedi questo libro di novelle?
Quanti ricordi!
La mamma lo leggeva appassionata,
seduta presso il fuoco.
Ho ritrovato il libro di novelle
che da tant’anni non leggevo più,
il libro che narrava le storielle
di bionde fate con gli occhioni blu.
C’è sempre quella pagina strappata
che mia sorella ruppe nel giocar:
ancor di amare lacrime è bagnata,
è ancora profumata di bontà.
Sento nell’aria il sussurro
di mamma che legge per me
“C’era un bel principe azzurro
che amava la figlia del Re”
Ho chiuso gli occhi per sognare ancora,
come facevo in quella lieta età,
col libro sopra il cuore e come allora
ho ritrovato la felicità.
C’è ancora quel disegno scolorito
che feci a scuola:
c’è la casetta, un albero ed un cuore
con la parola “AMORE”.
Ho ritrovato il libro di novelle
che da tant’anni non leggevo più,
il libro che narrava le storielle
di bionde fate con gli occhioni blu.
C’è sempre quella pagina strappata
che mia sorella ruppe nel giocar:
ancor di amare lacrime è bagnata,
è ancora profumata di bontà.
Sento nell’aria il sussurro di mamma che legge per me
“C’era un bel principe azzurro
che amava la figlia del Re… ”
Ho chiuso gli occhi per sognare ancora,
come facevo in quella lieta età,
col libro sopra il cuore e come allora
ho ritrovato la felicità.
Vicino al vecchio libro di novelle
ho ritrovato la felicità.

Madonna delle rose

Com’è freddo questo maggio malinconico
senza sole, senza amore, senza lettere!
Dico al cuore: “Prega e spera, chi t’amava tornerà”.
Ed il cuore mio stasera prega chi m’ascolterà…
Madonna delle rose,
riportami il sorriso
di quella che cantava in questa casa:
Madonna delle rose,
quest’anima delusa
non sogna che il celeste del suo viso.
le rose,
come te, le amava tanto
la madonna mia.
Le rose,
che m’hanno fatto amare
il pianto della gelosia,
le dono a te!
Madonna delle rose,
riportami il sorriso
di quella che cantava in questa casa!
Ho troppo pianto e atteso,
ho troppo il cuore chiuso!
Fa che ritorni a me,
Madonna delle rose!
Le dirai che tra i ricordi che l’attendono
troverà gli amici nuovi che cinguettano…
Troverà la rosa bianca che è tornata sul balcon.
E quest’ombra triste e stanca consumata di passion.
Madonna delle rose

Malinconica tarantella

O triste tarantella, tu
perché non mi sorridi più?
Nell’ombra te ne stai,
e zitta te ne vai
e piangi.
Canta, canta come un dì,
malinconica tarantella!
No, non piangere così.
Torna a fare la pazzariella,
chi s’invecchia non serve a nulla.
Non ti devi vergognar
se hai la veste di zingarella!
Ma nessuna ha tanto cuor.
La più povera e la più bella,
tu sei Napoli quando balla!
Spente le note del tuo lacero tamburello
e il sole muore sul mare, tutto brividi d’oro giallo.
Ma. canta, canta come un dì,
malinconica tarantella!
No, non piangere così.
Torna a fare la pazzariella,
malinconica tarantella:
torna a fare la pazzariella!

Nel regno dei sogni

Sono il sovrano d’un regno
che i suoi confini non ha.
Questo mio splendido regno
si chiama felicità!
Sudditi son le stelle,
le nubi sono i castelli,
e nelle notti più belle
detto leggi d’amor!
Io sono il re,
io sono il re dei sogni.
e insieme a te
dividerò il mio regno.
Sol per te il tempo fermerò,
così giammai sfiorire ti vedrò.
Io sono un re
che non ha mai tristezze,
accanto a te
io vivo di dolcezze.
Sol così,
guardandoti così,
baciandoti,
fai nascer sogni d’or nel cuor!
Verrò con te,
mio dolce re dei sogni,
perché con te
ogni dolor si spegne.
Solo allor sorridere saprò
ed io lo so, d’amor sorriderò!
Verrò con te
nel tuo radioso regno
e insieme a te
io pur vivrò di sogni.
Sol così, tenendoci per man,
stringendoci,
più fede avremo nel doman!

Ninna nanna ai sogni perduti

“Angelo” ti chiamavo, mi rammento,
ma d’angelo tu avevi solo il volto,
perché una sera al nostro appuntamento
ho atteso inutilmente, ho atteso molto.
Fu quella sera (o prima?) che hai tradito,
da quella volta più non t’ho veduto.
Canto la ninna nanna ai miei sogni perduti,
a chi ml ha dato baci, carezze e dolor.
Canto la ninna nanna ai miei giorni vissuti,
la ninna nanna a un cuor che non vuole dormir.
Se la vita continua,
scorderò ciò che :tu.
Ninna nanna, miei sogni,
non svegliatevi più.
Occhi soavi, occhioni appassionati,
io che ho creduto a tutti i vostri sguardi
e li credevo tanto innamorati.
vi ho conosciuto solo troppi tardi!
Gli sguardi che mi davano ferite
ad altri sorridendo donavate.
Canto la ninna nanna
E tu, Perfidia, tu, la più leggera,
che davi a tutti baci senza amore,
sei stata proprio tu la più sincera.
Ma non mi accorsi mai che avevi un cuore.
Anche quel sogno è stato sfortunato:
che tu sapevi amar non ho capito.
Canto la ninna nanna