I ragazzi che si amano

Ragazza che non non ridi mai, ma che cos’hai
perché da sola sempre te ne stai
le unghie tu ti mangi e poi, scommetto che
con un ragazzo non sei stata mai.
Tutti i ragazzi che si amano
In tutti i posti si baciano
Con gli occhi dolci sorridono un po’
Tutti i ragazzi che si amano
Tutte le notti s’incontrano
Là dove i sogni non muoiono mai
I ragazzi che si amano
Maglietta e via, vai dove vuoi e troverai
Il tipo giusto che è nei sogni tuoi
E fuori di scuola, c’è ancora chi vola
Jenas e un sorriso, tutti i ragazzi vanno in paradiso
Tutti i ragazzi che si amano
In tutti i posti si baciano
Con gli occhi dolci sorridono un po’
Tutti i ragazzi che si amano
Tutte le notti si sfiorano
Là dove i sogni non muoiono mai
I ragazzi che si amano.

Un’isola alle Hawaii

Sabato mattina, ma il cielo dov’è
Oggi il grigio è il solo colore che c’è,
gioco la schedina in un bar di periferia,
se stavolta vinco giuro che vado via
Le tue braccia al collo, che bella che sei
Il monolocale è una reggia per noi
Mentre tu mi stringi scopro la verità,
si stanno avverando i sogni di un’ora fa.
Ho vinto un’isola alle Hawaii
a quel concorso chiamato la vita,
ci puoi venire quando vuoi,
vale un biglietto un sorriso che fai
abbiamo un’isola alle Hawaii,
pochi chilometri fuori Milano,
socchiudi gli occhi e fai le valigie
che adesso partiamo
Sotto queste palme che fresco che c’è,
levati il costume e poi vieni da me,
sento il tuo calore e non è fantasia,
mentre una canoa sta passando da casa mia
Ho vinto un’isola alle Hawaii
a quel concorso chiamato la vita,
ci puoi venire quando vuoi,
vale un biglietto un sorriso che fai
Abbiamo un’isola alle Hawaii,
e non importa se a Roma o a Milano
Basta scoprire che vivere è bello,
se noi lo vogliamo.

Io mi

Io mi io mi
Io mi rimetto in lista
Io mi io mi
Io mi nascondo in testa
Io mi io mi
Mi affitto per l’estate
Io mi io mi
Mi concio a far serate
Io mi io mi
Io mi concedo a caso
Io mi io mi
Io mi rivendo a peso
Io mi io mi
Io mi posteggio al cine
Io mi io mi
Mi nutro a noccioline
E forse poi sarà meglio
Che creda nell’astrologia
Che mi svelino il resto
Così faccio festa e vado via

E non so proprio che fare
E non so proprio che fò
E quali pesci pigliare
E quali pesci non so
Io non mi butto in questo via vai
Piùttosto sai io io
Io mi coserò
Già perché no io io
Io mi coserò
È il jolly che ho
Io mi io mi
Io mi incateno al mondo
Io mi io mi
Io mi respiro a fondo
Io mi io mi
Io mi risparmio il fiato
Io mi io mi
Mi fondo un altro stato
E non so proprio che fare
E non so proprio che fò
E quali pesci pigliare
E quali pesci non so
Io non mi butto in questo via vai
Piùttosto sai io io
Io mi coserò
Già perché no io io
Io mi coserò
È il jolly che ho
io mi io mi
mi son spiegato poco
io mi io mi
mi canterò da capo
io mi.

La barca non va più

C’era una volta un enorme veliero
pieno di vele di tutti i colori,
anche se a bordo l’umore era nero
era allegrissimo visto da fuori.
Il capitano era un uomo panciuto
che non lasciava guidare nessuno
e se qualcuno gli offriva il suo aiuto
lui lo spediva a trovare Nettuno.
E i marinai
eran lì a protestare
tutti quanti un po’ stufi di lui,
e cosa accadde
che venne un tifone
che il timone alla nave spezzo,
che dalla coffa qualcuno gridò,
e dalla coffa che cosa gridò.
Porca miseria qui la barca non va più,
la cosa è seria, la tua barca non va più,
oh capitano, se non fai qualcosa tu
andiamo giù!
Porca miseria qui la barca non va più,
la cosa è seria, la tua barca non va più,
oh capitano, se non fai qualcosa tu
andiamo giù!
Ci vorrebbero i delfini per portarci un po’ più su…
Ma il capitano era proprio sparito,
s’era nascosto in cambusa e in un mese
s’era mangiato dal forte appetito
quel che sarebbe bastato a un paese.
“Tutto un paese?!”
Ma cosa hai capito!
Questo è un modo di dire lo sai.
“Non ci credo!”
Stai fermo col dito
e se zitto ascoltare saprai
com’è andata a finire vedrai.
A questo punto anche i suoi marinai
che già da molto non eran contenti
o incominciarono a fare dei guai
o a non far niente, aspettavano i venti.
Era un disastro
“Vuoi dire un casino!”
Non devi dire parole così!
“Ti chiedo scusa se sono un bambino,
ma siete voi che parlate così!”
Poi cosa accadde?
Che si naufragò
e dalla spiaggia qualcuno gridò.
Porca miseria qui la barca non va più,
oh capitano, la tua barca non va più,
e questo mare dove ci hai portato tu
non è più blu.
Porca miseria qui la barca non va più,
oh capitano, la tua barca non va più,
e questo mare dove ci hai portato tu
non è più blu.
In mancanza dei delfini
fa un bel tuffo, scendi giù,
vanno bene anche i bambini,
vieni a spingere anche tu.
Dai!
Porca miseria qui la barca non va più,
la cosa è seria, la tua barca non va più,
oh capitano, se non fai qualcosa tu
andiamo giù!
Porca miseria qui la barca non va più,
la cosa è seria, la tua barca non va più,
oh capitano, se non fai qualcosa tu
andiamo giù!

Ma chi te lo fa fare

Mi piacerebbe far guerra alla guerra
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare)
volare in cielo coi piedi per terra
mi piacerebbe parlare col vento
fargli suonare le trombe in convento
e mi piacerebbe capire più di niente
quando un ministro parla alla gente
ah ah
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare)
Mi piacerebbe un uomo fedele
Far ingozzare serpenti di mele
Mi piacerebbe far belli i brutti
E quelli tristi farli ridere tutti
E mi piacerebbe che al telegiornale
Un giorno si annunciasse lo sciopero del male
Ah ah
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare)
Abbasso abbasso lo sciopero del male
Abbasso abbasso se no va tutto male
Quattro mandolini dai sorrisi di bambini
Ed un grillo cui parlare in una stanza
Ed andare avanti anche poveri ma in tanti
Dopo tutto la miseria è una speranza
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare)

Mi piacerebbe incontrare il re voglio
Per dare a tutti barbera e petrolio
Mi piacerebbe inventare canzoni
Per raccontare le mie illusioni
E mi piacerebbe ho detto piacerebbe
Se non si può fare lasciatemi sognare
Ah ah
Abbasso abbasso lo sciopero del male
Abbasso abbasso se no va tutto male
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare)
Quattro mandolini dai sorrisi di bambini
Ed un grillo cui parlare in una stanza
Ed andare avanti anche poveri ma in tanti
Dopo tutto la miseria è una speranza
(ma lascia stare ma chi te lo fa fare).

Amore mio

Io non so disegnare
A scuola ero il peggiore
Ma forse riesco a fare
Un ritratto al nostro amore
E strappo un foglio al cielo
E la matita è il mio pensiero
Comincerò dagli occhi
Prenderò due stelle a nolo
Farò i capelli scuri
Come i giorni in cui sto solo
Per completare il viso
Accenno a un tuo sorriso
Poi strappo tutto e sai perché
È solo un falso che ho di te
Amore mio
Ho ancora il vizio di chiamarti amore mio
È tutto quello che ho da dirti, amore mio
Meravigliosamente mi entri dentro piano piano
Poi mi scoppi nella mente
Amore mio
Ma poi cancello “mio” perché non basto io
Per dire che appartieni a me, amore mio
E aspetto di nascosto che il tuo cuore sia disposto
A chiamarlo “amore nostro”
E per vederti vengo
Con l’autobus dei sogni
Farò un abbonamento
Così t’amo tutti i giorni
E supero il confine
Della parola “fine”
E arrivo a un punto in cui tu sei
Uguale a come ti vorrei.

Ancora

E’ notte alta e sono sveglio
sei sempre tu il mio chiodo fisso
Insieme a te ci stavo meglio
e più ti penso e pi ti voglio
Tutto il casino fatto per averti
per questo amore che era un frutto acerbo
e adesso che ti voglio bene io ti perdo…
Ancora
ancora
ancora
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi:
Non mi fai volare in alto quanto lei
E’ notte alta e sono sveglio
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia
che prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo e venir sotto casa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta chiusa chiusa…
Ancora
ancora
ancora
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
Ancora
amore
ancora
ancora
ancora
ancora