Dimmi che cos’è

Da lontano sento già
come un canto di preghiera,
un richiamo disperato
che si perde nella sera.
Mio Signore dove sei,
sono tante le paure,
per un uomo da buttare
in un mondo senza amore.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la pioggia che scende vicino a me.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la luna che accende le mie follie.
Stringimi così,
stringimi più forte,
un brivido freddo, è un sogno che se ne va.
Stringimi così,
come nessun altro,
portami lontano, lontano, lontano.
Si nasconde la realtà
dietro a un cielo addormentato,
questo è l’ultimo mattino
per fuggire il mio peccato.
Mio Signore dove sei,
sono tante le paure,
per un uomo da buttare
in un mondo senza amore.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la pioggia che scende vicino a me.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la luna che accende le mie follie.
Stringimi così,
stringimi più forte,
un brivido freddo, è un sogno che se ne va.
Stringimi così,
come nessun altro,
portami lontano, lontano, lontano.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la pioggia che scende vicino a me.
Dimmi che cos’è,
dimmi che cos’è,
è forse la luna che accende le mie follie…

Nostalgia canaglia

Ma che cos’è quel nodo in gola
Che mi assale che cos’è
Sei qui con me
E questa assurda solitudine perché
Ma che cos’è se per gli aironi
Il volo è sempre libertà
Perché per noi
Invece c’è qualcosa dentro che non va
Che non va
Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
E un incendio che non spegni mai
Nostalgia, nostalgia canaglia
Di una strada, di un amico, di un bar
Di un paese che sogna e che sbaglia
Ma se chiedi poi tutto ti da
Chissà perché si gira il mondo
Per capire un po’ di più
Sempre di più, tu vai lontano
E perdi un po’ di ciò che sei
E poi perché un’avventura
è bella solo per metà
Mentre si va, quel dolce tarlo
All’improvviso tornerà, tornerà
Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
E un incendio che non spegni mai
Nostalgia, nostalgia canaglia
Di una strada, di un amico, di un bar
Di un paese che sogna e che sbaglia
Ma se chiedi poi tutto ti da
Nostalgia, nostalgia canaglia
Che ti prende proprio quando non vuoi
Ti ritrovi con un cuore di paglia
E un incendio che non spegni mai
Nostalgia, nostalgia canaglia
Di una strada, di un amico, di un bar
Di un paese che sogna e che sbaglia.

E non si finisce mai

E poi, e poi
ti vorrei parlare un po’ se tu lo vuoi
non è vero che nessuno ti capisce
e la prova è che sono ancora qui, sì…
Lo so, lo so
certe volte è bello stare soli un po’
io rispetto le tue scelte ma ricorda che di me
hai bisogno ancora
come io ne ho di te…
E non si finisce mai…
io ci credo nel domani
nelle mani che mi dai
nei traguardi più lontani.
Coro: Quanta vita ancora c’è
da raggiungere con te…
Coro: E non si finisce mai
se non basta quel che hai
Coro: E non si finisce mai
di lottare, di sperare
Coro: E non si finisce mai
se non basta quel che hai
prima che diventi mare
questo fiume da passare
getta un ponte fra di noi…
E poi, e poi
graffierò con la mia forza i sogni tuoi
fino a farti diventare parte intima di me
io non ci rinuncio
non so stare senza te…
E non si finisce mai
di capire, di cercare
anche quando te ne vai
ho imparato ad aspettare
Coro: Quanta vita ancora c’è
da dividere con te…
Coro: E non si finisce mai
manca sempre qualche cosa.
Coro: E non si finisce mai
ma tu forse non lo sai
anche il vento si riposa
quando poi non ne può più
una volta fallo tu
una volta fallo…
Coro: E non si finisce mai
e non si finisce mai
dove il cielo può arrivare
di sicuro non lo sai
voglio dirti che di amare
non si può finire mai…
Coro: E non si finisce mai
di amare…

Notte di Praga

La gente chiama neve e lei verrà
si allarga nella piazza
ha sete, beve luce e va.
Le biciclette contro il muro e poi
bambini appiccicati di zucchero filato e ho nostalgia
di un fuoco insieme a te giù,
mia madre che ci chiama e noi già via.
Gli zingari raccolgono le idee
su rame antico ed ori
coperte damascate a fiori.
Le corde dei violini vanno già
e le vetrine accese di datteri,
di arance e… fantasia
stanotte non ce n’è
no con l’ultimo calore è andata via.
Praga è triste sotto il gelo… non dormirà
spettinata sotto un velo… ci cercherà.
Le son finiti i fiori e non c’è più
la donna coi capelli colore della
neve… è andata via
il vento porterà via
due occhi pieni di malinconia.
Praga è triste sotto il gelo… non dormirà
spettinata sotto un velo… ci cercherà.
Praga è bella sotto il gelo… non dormirà
gli occhi asciutti sotto il cielo… ci cercherà.

Fai piano

Piano…
che vinca il silenzio
ora che è tutto per aria
in questa sera scontata…
Non voglio essere come te
voglio avere paura
piangere ancora essere insicura…
E piano
che comandi il respiro
ora che sono scoperta
umida bambina…
Non voglio essere come te
voglio vivere prima
credere ancora sino a domattina!
E zitto… non parlare
non mi dire di più
lascia dimenticare
e zitto… non mi dire il male
ho bisogno di tenerezza
non svegliarmi per ora!
Fai piano
da tenermi in mano…
Non voglio essere come te
devo sembrare vera
dannarmi ancora almeno per stasera!
E tu… zitto non fiatare
non franare di più
lasciami perdonare
zitto… non mi dire il male
ho bisogno di tenerezza
vuoi darmene ancora?
…Fai piano…

Pigramente signora

Negli occhi tuoi che tempo fa
forse è ancora notte
stai sognando
e il sole va sgranando via
dal tuo collo le perle dei giorni
pigramente bambina tu
tu di seta un riflesso tu
dai seni scarni
simulando l’estate vai
e rabbrividendo riderai
dei finti Inverni
Donna di più, quasi un’idea
pelle confetto e mandorle amare
e amare vuoi preziosa un po’
tiepida fiamma non fa rumore
pigramente bambina vai
e danzando dietro i passi tuoi
danzando torni
specchio, specchio chissà chi è?
clonazione forse un’altra te
sfumi i contorni
Stagioni di vento
le storie, gli amori
signora…
rimani il nome tuo qual è?
Nei giorni tuoi che giorno è?
un giorno uguale fitto di giorni
pigramente bambina sei
navigando cieli che tu sai
e mentre dormi
simulando l’estate vai
quante volte riderai con lui
dei finti Inverni
Stagioni di vento
le storie, gli amori
tu pigra
tu ignara
signora…
rimani, il nome tuo qual è?

Figli

Figli innamorati che ti svegliano di notte
E non ti fanno dormire
Figli spaventati dalla droga violentati
Che si lasciano morire
Figli ormai lontani come sudano le mani
Quando suonano alla porta
Figli delicati sempre in casa coccolati
Ma il domani che scoperta
E intanto passano gli anni
Fra le paure e gli affanni ti ritrovi già a vent’anni
Figli della moda la pubblicità ci frega
Poi ci veste tutti uguali
Figli della televisione che violenza
Senza miti e ideali
Figli dei potenti belli giusti e intelligenti
Che non sprecano sudore
Figli della povera gente
Con la speranza di un futuro migliore
E intanto volano gli anni
Fra i sogni e gli affanni
E ti risvegli già a trent’anni
E un figlio nascerà, nascerà
Di colpo la tua vita cambierà
L’aiuterai nel suo confuso cammino
Ma non potrai cambiare il suo destino
Crescerà, crescerà
E poi da grande si innamorerà
Camminerà da solo la sua storia
E chiedi a Dio soltanto un po’ di gloria
Figli della guerra case e chiese giù per terra
E un tetto fatto di stelle
Figli russi e americani col potere fra le mani
Rischiamo tutti la pelle
Figli del duemila bianchi e neri tutti in fila
Per un secolo migliore
Figli della pace dai cantate a piena voce
Una canzone con il cuore
E intanto volano gli anni
Fra le promesse e gli inganni
E ti risvegli già a trent’anni
E un figlio nascerà, nascerà
Di colpo la tua vita cambierà
L’aiuterai nel suo confuso cammino
Ma non potrai cambiare il suo destino
Crescerà, crescerà
E poi da grande si innamorerà
Camminerà da solo la sua storia
E chiedi a Dio soltanto un po’ di gloria
Nascerà, nascerà
Di colpo la tua vita cambierà
L’aiuterai nel suo confuso cammino
Ma non potrai cambiare il suo destino
Crescerà, crescerà
Camminerà da solo la sua storia
E chiedi a Dio soltanto un po’ di gloria
Nascerà.

Primo tango

Tango… dimmi che sai…
Da come balla mi sembra uno straniero
Tango mi sussurrò
Col viso con la bocca e con un orecchino
Tango, e poi accettai
Il bacio, la durezza e poi l’abbandono
Tango e s’inchinò
E se ne andò col suo violino senza cuore
Stella che scintilla fino al cielo
Dagli sguardi incandescenti
Dai suoi passi travolgenti
Dall’America ora è qui
Stella coi miei tacchi in faccia al cielo
Col mio inutile ventaglio
Questa gonna boreale
Che ricade verso Sud
Tango… dimmi che sai…
Da come balla mi sembra uno straniero
Tango e poi stracciò
I miei timori vestiti mare scuro
Stella che scintilla fino al cielo
Dagli sguardi incandescenti
Dai suoi passi travolgenti
Dall’America ora è qui
Stella.

Il Garibaldi innamorato

E il Garibaldi fissa il mare
e tira un sorso di rhum…
che di marsala qui all’Avana
non ne sbarcano più…
ripensa ai fichi d’India della terra natia…
le notti calde giù a Bahia
che malinconia.
E attacca banda, e se è una samba
sia suonata da Dio,
c’è il Garibaldi Innamorato
per le strade di Rio…
cappello a larghe falde,
e sotto un poncho marron,
e sotto il poncho, Anita mia…
batte un corasson…
Posso darti solo amore
tutto quello che vorrai
posso darti solo amore…
quando me lo chiederai.
Chi va la…
viva Garibaldi
uè paisà… fuoco a volontà…
Che clamor!
viva Garibaldi
si, senor! el conquistador…
E il Garibaldi è ricercato
in tutti i mari del sud,
ma non si può tagliar la barba
per questioni di look…
Anita dice “Peppe quando gioca il Brasil…
si va a vederlo in Italy…
pensaci Peppi’!”
Posso darti solo amore
tutto quello che vorrai
si, lo so, non è questione
io non mi sbilancio mai.
Chi va la
Supergaribaldi
ullalla’ el conquistador
Uè paisà…
proprio il Garibaldi
si, senor! proprio quello la…
Chi va la, sempre Garibaldi
uè paisà… fuoco a volontà…
Che clamor… passa el Garibaldi
si senor!,… el conquistador…

Quello che le donne non dicono

Ci fanno compagnia certe lettere d’amore
parole che restano con noi
e non andiamo via, ma nascondiamo del dolore
che scivola: lo sentiremo poi.
Abbiamo troppa fantasia
e se diciamo una bugia
è una mancata verità
che prima o poi succederà.
Cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere
a chi c’è già o potrà arrivare
a stare con noi.
Siamo così è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare
tanto ci potrai trovare qui
con le nostre notti bianche
m non saremo stanche neanche quando
ti diremo un altro si.
In fretta vanno via delle giornate senza fine
silenzi: che familiarità!
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà?
E dalle macchine per noi
i complimenti del playboy
ma non li sentiamo più
se c’è chi non ce li fa più
Cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
è per la voglia di capire
chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così – dolcemente complicate
sempre più emozionate, delicate
ma potrai trovarci ancora qui
nelle sere tempestose
portaci delle rose, nuove cose
e ti diremo ancora un altro si.
Siamo così anche quando non parliamo
quando ci nascondiamo o camminiamo.
Ma potrai trovarci ancora qui
con i nostri sentimenti e i condizionamenti
non ci senti
stiamo per gridare un altro si.